Na Itália, até os jornais de esquerda estão condenando a não-extradição de Battisti. O jornal Il Fatto Quotidiano, famoso pelas críticas ao governo de Berlusconi, classifica Battisti de "terrorista, homicida assumido, e jamais arrependido." Para o jornal, a decisão de Lula é um erro grave. Já o Corriere della Siera ressalta que a decisão do governo brasileiro de não extraditar Battisti surpreendeu a Itália. O jornal também fala do passado de Dilma Rousseff como guerrilheira, e de seu tempo na cadeia durante a ditadura militar.O título do jornal italiano La Stampa também dá destaque ao assunto, dizendo que o governo brasileiro insiste que a decisão de Lula é justa.
Interessante é que este mesmo jornal Il Fatto Quotidiano foi o que publicou as matérias que postei antes, falando que este foi um fracasso do Berluscone, e que a Itália não conta nada no mundo diplomático... mas a PIG gosta é de desinformar mesmo!!
Só pra melhorar um pouco a informação mais algumas matérias.... do mesmo jornal!
------------------------------------------------------------------------------------------------------
Tutti gli smacchi al governo del Cucù
Dall'ex terrorista Cesare Battista, fino al flop nell'Unione europea. Ecco tutti i fallimenti internazionali che il governo Berlusconi ha collezionato negli ultimi trenta mesi
Il no del Brasile all’estradizione di Cesare Battisti, terrorista e omicida conclamato e mai pentito, è una decisione grave e profondamente sbagliata ed è l’ultimo di una serie di smacchi subiti dall’Italia sulla scena internazionale negli ultimi trenta mesi, al di là delle rodomontate del Cavaliere che – dice lui – frenò la guerra tra Russia e Georgia, contribuì al “reset” delle relazioni tra Washington e Mosca, convinse la Turchia ad accettare l’ex premier danese Anders Fogh Rasmussen a capo della Nato e via vantando. In realtà, di concreto, la politica estera italiana ha poco da esibire dal 2008 a oggi, a parte qualche bella foto di Mr B con i Grandi della Terra “rubata” nei tempi morti di qualche Vertice: il premier, questo gli va riconosciuto, è abilissimo a inserirsi nel crocchio giusto al momento dello scatto che conta, al G8 o al G20 o in qualsiasi altro consesso internazionale; così com’è recidivo nel giungere fuori tempo massimo a un Vertice, bloccato sulla soglia da una telefonata irrinunciabile (da ultimo gli accadde a metà novembre, a Lisbona, quando l’ira neppur troppo funesta di Mara Carfagna lo fece arrivare in ritardo alla riunione dei leader dell’Alleanza atlantica).
Lasciamo da parte gli imbarazzi di Wikileaks, almeno quelli “stile gossip”, perché lì Berlusconi sta in solida e larga compagnia. E tiriamo pure una croce sopra la litania di baci e abbracci a oligarchi e dittatori, dal russo Vladimir Putin al libico Muhammar Gheddafi, passando per i pre e post-sovietici – che pari sono – Aleksander Lukashenko, bielorusso, e Nursultan Nazarbayev, kazako (ma non c’è un pizzico di contraddizione a fare l’elogio democratico di quei due puri prodotti stalinisti, quando in patria si colpiscono con l’anatema ‘comunisti’ oppositori che possono al massimo vantare come esperienza di sinistra l’infanzia all’oratorio?).
Il problema non è quanto poco l’Italia conti non nel Mondo, che, in fondo, ci può anche stare: non siamo un grande Paese in termini demografici e non siamo fra i primissimi in termini di ricchezza né assoluta né pro capite; non sediamo in modo stabile nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e non abbiamo – è storia vecchia – un record immacolato, in termini di credibilità internazionale, anche se non siamo mai venuti meno finora alla lealtà atlantica ed europea. La misura della mancanza di peso dell’Italia la dà proprio l’Ue, dove pure avremmo tutti i motivi per sentir-ci grandi: le dimensioni, l’economia, l’essere nel nucleo fondatore. E, invece, nelle corse ai posti che contano dell’Unione del Trattato di Lisbona, l’Italia non ce l’ha mai fatta. Puntava alla presidenza del Parlamento europeo, che – si badi – non ha mai avuto da quando l’Assemblea è eletta a suffragio universale, cioè dal 1979, 31 anni e 13 presidenti fa, perché ce ne sono due a legislatura; ma il gruppo del Ppe, proprio quello di cui fa parte il Pdl del premier, ha preferito il polacco Jerzy Bozek al degnissimo candidato italiano Mario Mauro.
Ha poi provato, con scarsa convinzione e molta goffaggine, a ottenere per Massimo D’Alema il posto di ministro degli Esteri europeo, subendo il gioco dai socialisti, cui il posto spettava e che avevano un altro candidato. E, infine, è stata esclusa da tutti i posti che contano della nuova diplomazia europea gestita da Lady Ashton, che non ha nessun italiano nel suo ‘inner circle’ e che ha mandato ambasciatori italiani in Albania, dove non avevamo certo bisogno di contare di più di quel che già contiamo, e in Uganda, dove, comunque, non conteremo nulla. E quando, recentemente, un italiano ha ottenuto un incarico di prestigio – Giovanni Kessler è stato nominato alla guida dell’agenzia europea anti-corruzione decisione è parsa quasi rispondere alla legge del contrappasso: mettere la lotta alla corruzione in mano a un italiano, proprio nei giorni in cui la fiducia al governo, a Roma, ruotava intorno alla compravendita di una manciata di voti.
La poca credibilità dell’Italia berlusconiana nuoce ai candidati migliori. Il governatore di BankItalia Mario Draghi ha le carte in regola per ambire alla guida della Banca centrale europea, ma non è affatto sicuro di riuscire a succedere a Jean-Claude Trichet (e non solo perché la Germania vuole quel posto). E non è solo questione di poltrone: la vicenda del brevetto europeo, dove l’Italia s’è fatta sbattere dietro la lavagna della classe di europeismo, beffata persino dalla Gran Bretagna, dimostra un’imbarazzante incapacità di costruire alleanze e di cucire rapporti. La prossima volta che vede Sarkozy, o la Merkel, Mr B, invece di raccontargli barzellette o di farle cucù, provi a condividere con loro una strategia e degli obiettivi.
da Il Fatto quotidiano del 2 gennaio 2011
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01 ... ucu/84590/
Comentario de um Italiano :
marco48 scrive:
3 gennaio 2011 alle 19:06 mi meraviglio della vostra meraviglia. premesso che battisti è un assassino ma perchè uno stato sovrano deve estradare un suo prigioniero verso un paese che:
il potere politico quotidianamente spara sulla magistratura, paga un paese di dubbia democrazia che gli faccia il lavoro sporco di internare uomini che fuggono da i loro paesi natali, accetta sindacalmente di ritornare ai padroni delle ferriere, dove la popolazione carceraria è più del doppio dei posti, dove scioperano polizia, contrabbandieri, le prostitute no perchè hanno un binario privilegiato, ha rapporti privilegiati con i due dittatori ancora in sella nell’area europea, si permette di aumentare il proprio consenso comprando parlamentari e non se ne vergogna , ogni sera costringe al pubblico televisivo a subire i suoi “bravi” che lo difendono sempre e comunque, che il primo ministro interviene presso una questura per liberare una sua preferita, ha al potere un partito che non nasconde le proprie idee di secessione, abbiamo ministri feroci che non vorremmo vicini di casa, un governo che è fermo a leggi a personam per impedire di portare in tribunale il b.
dopo tutto questo siamo un popolo che possiamo garantire la giustizia?
-------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sera que a PG fala somente o que lhe interessa, ou fala a verdade do que dizem também??? Hum, parece que falam somente o que é de seu interesse, e distorcendo tudo como sempre!!